Comunicati
Franchising contro la crisi
Conoscenza del mercato e metodologia consolidata: così si apre e (non) si chiude
Avete notato quanti bar ultimamente aprono… e chiudono nell’arco di poco tempo?
Certamente non Vi sarà sfuggito quanti negozi si trasformano in “vetrine di se stessi” in cui compaiono cartelli di affittasi/vendesi…
Certo, non è uno spettacolo incoraggiante; tuttavia, se si analizzano le cause di tutto questo si vede che il problema non è nel mercato di per sé oppure nella crisi. Innanzitutto, chi si occupa di retail sa dalla fine degli anni ’80 che la distribuzione (di beni ma anche di servizi, quali ristorazione e quant’altro) in Italia ha avuto uno sviluppo anomalo, arrivando ad avere sino a 5 volte il numero di negozi ed esercizi che in altri Paesi europei servivano lo stesso numero di clienti: dunque, molti più negozi per un analogo numero di clienti. Questo fenomeno si deve in parte alla vetustà delle infrastrutture che rendevano poco agevoli adeguati servizi di logistica ed misura maggiore nella gestione dei costi e dei ricavi, correlata tra l’altro ad una inflazione che permetteva di aumentare i ricarichi in modo esponenziale da una stagione all’altra. Oggi i controlli si sono fatti incalzanti e l’euro ci ha portati in Europa togliendo il problema dell’inflazione e con esso un sistema che garantiva rendite di posizione ad aziende del commercio non efficienti. Dunque, la prospettiva andava in ogni caso verso la razionalizzazione del numero di negozi ed esercizi, e prova ne è il rapporto di aperture e chiusure degli ultimi 12 anni. Il punto è che ora, con la contrazione dei consumi, il processo ha subito un’accelerazione ed è più evidente, ma il fenomeno avrebbe comunque avuto luogo nei prossimi anni anche se più diluito.
In secondo luogo, occorre riflettere su questo: se è vero che esercizi poco efficienti o con un’offerta non basata sulle reali opportunità di mercato chiudono, è altrettanto vero che vi è un fenomeno di sostituzione ad opera di esercizi con formule innovative e, soprattutto, con un chiaro piano di impresa. La razionalizzazione del mercato passa dalla capacità di capire la clientela (quanti bar serviranno mai in 20 metri di passeggiata? E, soprattutto, quanti caffè si dovranno vendere per rientrare dell’investimento e produrre margini adeguati?) nonché dalla capacità di pianificare l’investimento e controllare le dinamiche economiche.
Il franchising è la risposta a tutto questo: le aziende franchisor conoscono il mercato perché lo hanno studiato e continuano a farlo, hanno studiato e sperimentato una formula basata su un business plan adeguato che poi si è rivelato corretto, permettono all’affiliato di capire come controllare l’andamento delle vendite e dei numeri dell’attività. Il tutto, poi, completato da un marchio che la clientela già conosce.
Infatti, il franchising continua nella sua corsa positiva ed anzi con le sue insegne sostituisce i negozi meno efficienti che stanno chiudendo.
